artigiano
logotipo
territorio e tradizioneprogetto terracottaproduttori artigianipersonaggi e storiecontatti
logotipo donna

 

regione dell'umbria

 

comune di deruta

aics

PERSONAGGI E STORIE

Processo a Matteuccia

“In Nome di Dio amen. Questa è la condanna corporale e la sentenza di condanna corporale data e ratificata, sentenziata e resa di pubblica ragione da Magnifico e potente Signore Lorenzo di Surdis romano, onorabile Capitano e Conservatore della pace della città di Todi e del suo distretto per la Santa Chiesa Romana e per il Santissimo Padre in Cristo e signor nostro Signore Martino per divina provvidenza papa V. Abbiamo formalmente proceduto contro Matteuccia di Francesco, del castello di Ripabianca del distretto di Todi, universalmente ritenuta riconosciuta secondo lo spirito degli Statuti del comune di Todi, come una donna di cattive abitudini di vita e di malaffare, pubblica incantatrice, fattucchiera, autrice di sortilegi, strega, contro la quale giovandosi di interrogatori ed informazioni abbiamo formalmente proceduto”.

Sono queste le parole con cui inizia il processo che, il 20 marzo 1428, condannò Matteuccia di Francesco di Ripabianca ad essere bruciata sul rogo con l'accusa di stregoneria. Il processo alla “strega” di Ripabianca è uno dei primi documentati in Umbria per il quale il "Tribunale dei malefici" pronunciò la sentenza di condanna capitale. Matteuccia veniva giudicata a Todi perché, in quel tempo, il paesino di Ripabianca apparteneva, come castello soggetto, al comune tuderte. La donna, secondo i giudici del tribunale, ispirata dal diavolo, avrebbe ripetutamente compiuto atti sacrileghi ed incantesimi su persone. Le suddette malefatte erano state compiute, secondo gli accusatori, dal 1426 fino al momento dell'arresto della donna e della sua condanna da parte del tribunale presieduto da Lorenzo de Surdis, capitano e conservatore della pace nella città di Todi per nomina della Santa Chiesa Romana.

Questo è uno dei tanti episodi che si trovano narrati negli atti processuali e che fanno riflettere sulla cultura medievale, così ricca di commistioni tra sacro, pratiche magico-rituali e mondo mitico precristiano.

Matteuccia non si limitava a preparare pozioni ed unguenti, ma prescriveva anche di recitare preghiere e di assumere acqua magica a tutti coloro che volevano riconquistare il proprio innamorato. Molti amanti si recavano da lei per ottenere l'erba “incantata” da far mangiare alle loro amate.

"Unguento, unguento, mandame a la noce di Benivento supra acqua et supra ad vento et supra omne maletempo". Questa è la formula che la strega Matteuccia di Ripabianca usava per volare e che le costò la condanna a morte.

Quello di Matteuccia è uno dei tanti processi che caratterizzano il Quattrocento come uno dei secoli più bui per quanto riguarda la virulenta caccia alle streghe.

 

 

Andrea Giovannelli

II 13 febbraio 1696 nasce a Ripabianca da una famiglia illustre Andrea Giovannelli, importante figura di erudito e archeologo.
Fu, prima, maestro di lettere umane a Ripabianca e, più tardi, a Todi e Roma come bibliotecario di Filippo Antonio Gualterio (1660-1728), nel 1708 arcivescovo di Todi. A Todi fra il 1716 e il 1717 conobbe e divenne buon amico dell’erudito pesarese Gianbattista Passeri (1694-1780).
Fino al 1748 raccolse, in un manoscritto, notizie su scavi archeologi, studi su antichità in genere e rinvenimenti fortuiti avvenuti nel territorio todino.

Diviso in sette tomi da Gianbattista Passeri che vi ha aggiunto un’introduzione, il Diario Todino, overo Relazione dello scoprimento di parecchie antichità seguito nella città di Todi e nel suo Territorio, e ne' luoghi vicini e confinanti di Gio.Andrea Giovannelli, è conservato nella Biblioteca Oliveriana di Pesaro.

I disegni degli antichi manufatti che corredano il testo e le precise circostanze dei ritrovamenti ne fanno uno dei primi rapporti archeologici moderni.

Nel manoscritto Giovannelli ricorda alcuni uomini illustri di Ripabianca:

- Bernardino Angelucci, grammatico e maestro del seminario di Todi confessore della beata Caterina da Morlupo

- Sebastiano Giovannelli, dottore di teologia nel seminario di Assisi, erudito nelle greche e latine lettere, parroco in Todi.